A Pasqua è tradizione Pechenèr in Val di Fassa

Colorare le Uova di Pasqua e “pechenèr” tra le valli Ladine

Quella di colorare l’uovo di Pasqua è una tradizione pasquale molto diffusa nei paesi mitteleuropei, come in Germania ed Austria per esempio, ma non solo, e lo è anche qui tra le valli dolomitiche. L’uovo di Pasqua era divenuto nel tempo uno dei simboli della stessa festività della Pasqua cristiana, assieme alla colomba. Nel cristianesimo simboleggia la risurrezione di Gesù dal sepolcro. La tradizione del classico uovo di cioccolato è recente, ma il dono di uova vere, decorate con qualsiasi tipo di disegni o dediche, è correlato alla festa pasquale sin dal Medioevo.

In Val di Fassa, ma non solo qui (anche nelle altre valli ladine e per esempio in Val di Fiemme) esiste un’altra tradizione, ovvero quello della “Pechenèda” o “Pechenada“. E’ infatti usanza preparare un cestino di uova sode colorate. Si tratta di un gioco che si fa a casa in famiglia, ma spesso si trova ancora il cestino nelle osterie e bar del paese, specie i bar frequentati dai paesani (es. il Bar di Penia). Il gioco consiste nel colpire con un uovo l’uovo dell’avversario alternando le due estremità appuntite dell’uovo. Anzi, entrando nel dettaglio del gioco, uno dei due tiene l’uovo fermo e l’altro lo colpisce. Una solo delle due uova cede e si rompe. A questo punto si gira l’uovo e si prova con la parte intatta. Vince chi riesce a mantenere il proprio uovo intero. Il premio è l’uovo dell’avversario. Il trucco sta nel trovare un uovo particolarmente resistente e se lo trovate tornate a casa con decine e decine di uova … da mangiare ovviamente!

A proposito, Buona Pasqua e buona pechenèda a tutti!

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